martedì 4 settembre 2012

Latte

Il neonato che beve il latte della propria madre riceve l'alimento perfetto fatto su misura per soddisfare i suoi bisogni. Quando il latte viene pastorizzato, omogeneizzato e integrato con vitamine di sintesi diventa un alimento completamente differente da quello naturale materno. 

Se si confronta il latte vaccino con quello umano, nei suoi componenti si rileva che il latte vaccino ha tre volte più proteine e quasi quattro volte più calcio del latte umano. 

Esso si adatta alla crescita di un vitello che a sviluppo compiuto pesa tre o quattro volte più della persona adulta, mentre il sistema nervoso dell’essere umano ha più necessità di fosforo per lo sviluppo neurologico del neonato. 

Il rapporto calcio-fosforo nel latte umano è di 2,35 : 1, ma è solo di 1,27 : 1 in quello vaccino. Secondo Frank OSKI (primario del reparto di pediatria dell’Upstate Medical Centre dello State University of New York) "sarebbe auspicabile usare come fonte primaria di calcio solamente gli alimenti con un rapporto calcio-fosforo di 2 : 1 o superiore". 

Questo perché il fosforo può combinarsi con il calcio nel tratto digerente e impedirne di fatto l'assorbimento. Paradossalmente gli esseri umani assorbono meno calcio dal latte vaccino che da quello materno che ha un contenuto di calcio inferiore. 

Il calcio, nel latte pastorizzato di bovino, non è sostituito dal calcio organico. Se si beve più latte non è detto che si incrementi la disponibilità di latte. 

Il latte umano è un po' più grasso di quello vaccino ed ha una quantità di carboidrati quasi doppia rispetto a quello vaccino; per questo il latte vaccino provoca il desiderio di dolci. 

Il latte vaccino, poi, contiene 50 mg per litro di sodio rispetto ai 16 mg del latte umano. A partire dall'infanzia noi consumiamo cibi ricchi e pesanti: formaggi, prodotti da forno, carne, patate fritte, gelati. Tutte queste sostanze grasse passando dagli organi (fegato, polmoni, reni) è come se passassero attraverso un "colino " rendendo il "colino " sempre meno funzionale. Gli organi diventano meno efficienti nel processo di eliminazione degli eccessi attraverso i canali normali così trovano altre vie di uscita nella pelle o nelle mucose di tutti gli orifizi del nostro corpo: Il materiale inutilizzato si trasforma nel corpo in muco o pus, il terreno ideale per i batteri. 

Nella globalità degli individui, dopo lo svezzamento, si riduce progressivamente l’enzima denominato lattasi che è indispensabile per smontare e trasformare le molecole del lattosio. IL lattosio, in qualche modo, comincia ad essere "dimenticato" dalle cellule intestinali, in base alla legge filogenetica che "la funzione sviluppa l’organo", l’intestino non riesce più ad amministrare l’assorbimento del lattosio che tenderà ad accumularsi provocando fermentazione, meteorismo e flatulenza. 

Dalla casistica, ricordata dal PANFILI, sulle intolleranze alimentari si è rilevato che circa i due terzi dei soggetti in esame presentava intolleranze di varia entità nei confronti del latte. 

I latticini sono il terreno adatto alla riproduzione delle infezioni (dell'orecchio, della gola, tonsilliti, follicoli, acne ecc.). 

Quando il calcio non può essere eliminato dai reni può formare dei calcoli o delle cisti nell'apparato riproduttivo femminile. 

Troviamo il calcio nelle rape, nella senape, nei semi di girasole, nel crescione, nelle mandorle; il doppio del calcio contenuto nel latte si trova nei semi di sesamo, nelle foglie verdi del cavolo; una quantità dieci volte maggiore nelle alghe.

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